L’autrice è convinta che i consumatori siano ormai pronti a sottoporsi a test casalinghi per la diagnosi di numerose nuove malattie, da quelle infettive a quelle croniche. E gli scienziati stanno lavorando per soddisfare questa richiesta. Da un punto di vista psicologico, ha spiegato Bonior, la rapidità dei test a casa fornisce anche una risposta all’incertezza che genera ansia, dando alle persone la possibilità di informarsi.

Il futuro dei test

Bruce McCabe ha condiviso la sua opinione secondo cui la diagnostica è una delle aree più interessanti dell’assistenza sanitaria in questo momento. È particolarmente ottimista sulla diagnostica basata su CRISPR e su test più sensibili e personalizzabili che esaminino quattro o cinque condizioni alla volta. Ha anche indicato l’intelligenza artificiale come “estremamente eccitante”, prevedendo che gli attuali chatbot diagnostici saranno migliorati di mille volte, essendo in grado di analizzare con precisione le risposte alle sue domande. Questi “co-piloti” sanitari dell’intelligenza artificiale saranno aiutati da tutte le cartelle cliniche, da tutte le conversazioni, impareranno da tutti i manuali sanitari e “vi faranno domande per colmare le proprie lacune”.

Ha anche sottolineato che la “diagnostica non invasiva” è un’area molto promettente. Si tratterebbe di un dispositivo non invasivo, che farebbe semplicemente parte della nostra casa, raccogliendo informazioni attraverso telecamere termiche, Wi-Fi o anche solo dalle voci che sente.

Il dott. McCabe ritiene che l’intelligenza artificiale, che utilizza l’apprendimento automatico, ascoltando i cambiamenti nei modelli del nostro linguaggio, sarebbe in grado di diagnosticare malattie neurodegenerative, ad esempio, e una serie di altre.

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